lunedì 7 gennaio 2013
domenica 6 gennaio 2013
La Befana vien di notte!!!
venerdì 4 gennaio 2013
L'EPIFANIA
La Befana si festeggia il giorno dell'Epifania, il 6
gennaio. L'Epifania è una festa religiosa che deriva il suo nome da un termine
greco che significa rivelazione. È, infatti, in questo giorno che Gesù bambino
si rivelò come figlio di Dio ai tre Magi. Ma, chi erano costoro? Erano
Baldassarre, Melchiorre e Gaspare, tre sapienti che provenivano dalle lontane
terre d'Oriente. Si erano messi in cammino guidati da un astro splendente, una
stella cometa, che mai prima aveva fatto apparizione nel cielo. Lo studio di
questo insolito fenomeno li aveva avvisati che qualcosa di realmente grande
stava per accadere. Così avevano consultato molti libri e in uno di essi trovarono
questa profezia:
"Nascerà da umile dimora un bambino che diverrà il
Salvatore del mondo, il Re dei re! Al suo apparire ci saranno schiere di angeli
ad accoglierlo sulla terra e si verificheranno cose mai viste prima". Così
i tre uomini avevano deciso di seguire la singolare stella per rendere omaggio
a quel bambino salvifico. Portavano con sé tre doni simbolici: l'oro, l'incenso
e la mirra. L'oro perché era il dono che veniva riservato ai sovrani; l'incenso
perché era bruciato solo in onore delle divinità; la mirra che in antichità
veniva utilizzata durante le cerimonie funebri e che sarebbe divenuta il
simbolo della futura resurrezione di Cristo, il Re che trionfò sulla morte.
Dopo un lungo cammino, i tre uomini giunsero alla città di Gerusalemme. Su una
collina, circondato da una folta selva, stava un castello austero e buio.
«Ecco, si dissero è qui che troveremo il figlio di Dio. Un re del suo
rango non può che essere nato in un castello e a paragone della sua importanza,
ogni dimora è umile, anche questa fortezza turrita!» Li accolse invece un
sovrano molto cerimonioso e dal cuore feroce come quello dei lupi selvatici: si
chiamava Erode. Costui stette ad ascoltare la storia dei tre saggi e quindi
rispose: «Non saprei proprio come aiutarvi! lo non ho figli e non c'è altro
sovrano qui attorno.
lo sono il Signore di queste terre! Ma se è vero che è
nato questo bambino regale, dopo averlo trovato, venite a riferirmi dov'è, così
che anch'io lo possa adorare!». In realtà l'astuto Erode voleva eliminare
l'eventuale concorrente. I Magi partirono subito da quel castello, perché la
cattiveria che si respirava tra le sue mura aveva quasi ghiacciato loro il
sangue nelle vene. Dopo alcuni giorni di ricerca, sotto la guida della magica
stella, giunsero infine in un villaggio, il più piccolo e il più umile della
terra di Giuda. Fu proprio lì che l'astro si mise a splendere intensamente come
mai l'avevano visto durante la loro osservazione: sembrava indicare un luogo
appartato In piena campagna. In una stalla, esposto alle correnti della notte,
trovarono un bambino che era nato da poco. Era accudito dal padre, Giuseppe, e
da Maria, la madre più dolce e bella che fosse mai capitato loro di incontrare.
Vedendo l'amore e la concordia che regnava in quella povera famiglia,
nonostante gli stenti e le ristrettezze, i Magi compresero di aver trovato ciò
che cercavano e deposero ai piedi della mangiatoia, in cui era stato adagiato
il piccolo, i loro doni preziosi. Quindi se ne andarono contenti di avere reso
omaggio per primi al Salvatore del mondo.
Una voce nel cuore, però, non fece loro ripercorrere la
strada dell'andata: avevano, infatti, compreso le intenzioni malvagie di Erode
e non avrebbero assolutamente svelato a quell'uomo dove trovare il piccolo
Gesù. Erode, non vedendo tornare i tre saggi, comprese di essere stato scoperto
nel suo terribile piano. Deciso a eliminare qualsiasi concorrente, qualsiasi
fanciullo potesse rivelarsi pericoloso per il suo potere, chiamò il capo delle
guardie e gli ordinò di ammazzare tutti i bambini della regione che non
avessero compiuto i 3 anni di età. Quella stessa notte Giuseppe venne avvertito
in sogno da un angelo del Signore: «Giuseppe, slega l'asino e porta in salvo
Maria e il tuo bambino! Fra poco giungeranno le truppe di Erode e, se vi
trovano nel territorio di Giuda, uccideranno Gesù!».
Giuseppe si svegliò di soprassalto e, in piena notte, si
mise a preparare il necessario per fuggire immediatamente. Si sarebbe diretto
verso l'Egitto, dove poteva trovare lavoro come falegname. I pastori, che anche
di notte vegliavano sui loro greggi, videro la povera famiglia fuggire di tutta
fretta. Comprendendo il pericolo che rendeva veloci i loro passi, accesero dei
grandi fuochi lungo tutta la strada per illuminare il cammino all'asinello ed
evitare che si fermasse. Per questo, ancor oggi, ogni anno il 6 gennaio, si
accendono per le piazze e per le campagne dei falò, per ricordare quella notte.
mercoledì 26 dicembre 2012
Nasce il nuovo blog della 5^A
A seguito di un sondaggio effettuato on line per scegliere il nome del blog della classe 5^ A Pascoli vi annuncio il risultato:
il nuovo blog si chiama: http://superquintaa.blogspot.it/ nel qual saranno pubblicati post inerenti le attività e gli argomenti per gli alunni delle classi quinte.
Buona navigazione!
domenica 23 dicembre 2012
Approfitto di questo blog per rinnovare i miei
Auguri per un Santo e Sereno Natale...
Maestro Giuseppe
venerdì 21 dicembre 2012
NATALE IN ITALIA
PER GLI ALUNNI DELLA 4^ A - B - C PASCOLI
Il Natale è una festa cristiana che ricorda la nascita di Gesù. In Italia viene celebrato in modi simili ma anche diversi in tutte le regioni. Ora confrontiamo due regioni italiane, di come veniva festeggiato il Natale fino a pochi decenni fa.IN CALABRIA
Per la vigilia si invitavano tutti i parenti, per gustare in compagnia tutto ciò che era stato preparato: salumi, affettati vari, frittelle e dolci. Durante e dopo la cena si ballavano canzoni popolari dedicate a Gesù Bambino, suonate con chitarra e fisarmonica. Verso mezzanotte si andava in chiesa per la Messa e, al rientro, si trascorreva il resto della serata giocando a tombola. La festa si concludeva verso le quattro di mattina, per poi ricominciare il giorno dopo con il pranzo di Natale.
La tradizione dell'albero di Natale già esisteva, ma l'abete veniva decorato con dolci. Non mancava il presepe, che veniva allestito sempre in un angolo ben visibile della casa.
Babbo Natale non era conosciuto: i doni ai bambini venivano offerti dallo stesso Gesù Bambino.
IN VENETO
La vigilia di Natale si cenava tutti insieme e si aspettava la nascita di Gesù Bambino. C'erano per lo più piatti di verdura cucinata in modi diversi, il bollito e il pesce marinato. I bambini ricevevano in dono arance, frutta secca, torte fatte in casa e a volte qualche balocco di legno costruito artigianalmente.
Fino a qualche decennio fa non c'era la tradizione di preparare l'albero di Natale e non esisteva l'immagine di Babbo Natale.
Il giorno di Natale non c'erano molti dolci, ma solo una grande ciambella ripiena di crema fatta in casa e d'uvette che sostituiva il panettone o il pandoro di oggi.
Nella notte di Natale tutta la famiglia riunita si recava in chiesa per la Messa di mezzanotte, durante la quale il parroco spesso donava ai ragazzi delle caramelle o cioccolata.
COMPITO DA SVOLGERE: Copiare le due tradizioni sul quaderno. Poi fare una ricerca delle tradizioni natalizie in Puglia e, soprattutto, a Massafra e postarle sul blog in un nuovo commento (Vedere l'esempio della Sardegna nei commenti).
domenica 16 dicembre 2012
GESU': DIO E' CON NOI
Gesù, come già sappiamo dalla profezia di Michea
E tu Betlemme, del paese di Giudea, non sei certo la meno importante fra le città di Giudea, perché da te uscirà un capo che guiderà il mio popolo, Israele (Michea 5, 1).
nacque a Betlemme, un paesino vicino a Gerusalemme, in cui Maria e Giuseppe si erano recati per il censimento ordinato dall'imperatore Augusto.
E' in questo modo e in questo luogo che Dio realizza le profezie che parlavano della venuta del Messia:
Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo del parto, ed essa diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose nella mangiatoia di una stalla, perché per loro non c'era posto nell'albergo.
Natale non è una tradizione annuale, non è un mito, non è una favola: a Natale si rivive la nascita di Gesù che venendo tra gli uomini ha portato la gioia e la pace.
LA VITA DI GESU' A FUMETTI
Clicca sull'immagine qui sotto per visualizzare e leggere la vita di Gesù a fumetti.
(Attenzione si aprirà una pagina di un sito esterno al blog)
venerdì 7 dicembre 2012
LA FESTA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE
La solennità dell’Immacolata (8 dicembre) non è una pausa nel cammino dell’Avvento, ma ci presenta la donna che ha ‘aspettato’ Gesù e lo dato alla luce: Maria!
Maria è una delle principali protagoniste dell’Avvento, colei che ha ascoltato la parola dell’angelo Gabriele e ha creduto a ciò che le proponeva a nome di Dio.
Con questa solennità celebriamo la preparazione radicale di Maria, il sì di Dio all'umanità nella persona di questa ragazza israelita, la «piena di grazie» (Lc1,28), la quale risponde con il suo «sì». Tale ricorrenza è stata denominata da Paolo VI «festa dell'inizio assoluto», quando Dio, per sua pura iniziativa e per preparare la venuta del Suo Figlio, «ha preservato la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, perché, piena di grazia, diventasse degna Madre del tuo Figlio».
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo san Luca
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
PER LA RIFLESSIONE
- Maria avrebbe potuto dire di no? Che cosa sarebbe successo?
- È possibile che il piano di Dio dipenda dal sì di una creatura!
- Perché è stata scelta proprio Maria?
(Rispondi commentando a questo post)
Etichette:
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domenica 2 dicembre 2012
ASPETTANDO IL NATALE...
Ciao bambini,
navigando in internet in cerca di un bel disegno di Natale ho trovato un simpatico ed entusiasmante Calendario dell'Avvento che vi accompagnerà fino al giorno di Natale con varie attività non solo di religione ma anche di matematica e italiano. Vi invito ogni giorno a scoprire una casella e vedere quale mistero si nasconde...
Clicca su questo link: CALENDARIO DELL'AVVENTO
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