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domenica 16 marzo 2014

Le Parabole di Gesù

Gesù, all'età di trent'anni, lasciò la sua famiglia a Nazareth per diffondere il messaggio
di Amore di Dio Padre. Affinché il suo messaggio fosse comprensibile a tutti, Gesù più volte insegnava raccontando delle "parabole", semplici storie utili per affermare e illustrare una verità, usando un paragone, che non è di solito un oggetto o una persona, ma un fatto, un avvenimento.
Il motivo per cui Gesù usava la forma della parabola era per spiegare una verità con un esempio che illumina la mente e la fantasia di chi ascolta e gli facilita la comprensione.


Qui di seguito abbiamo un esempio narrato in un cartone animato: "La parabola della pecorella smarrita"

giovedì 5 dicembre 2013

L'Evangelista Luca racconta il Natale...


Quando Maria e Giuseppe giunsero a Betlemme erano molto stanchi e non trovarono un luogo dove riposare. Dovettero accontentarsi di una grotta nella quale c'erano degli animali, ma c'era anche tanta paglia soffice su cui coricarsi. Qualche giorno dopo, Maria diede alla luce suo figlio Gesù. Secondo l'evangelista Luca, soltanto alcuni pastori, i poveri del luogo, furono testimoni della più straordinaria delle notti. Avvisati dagli angeli, in un primo momento si impaurirono, poi si affrettarono verso Betlemme dove, dopo aver visto il bambino, iniziarono a diffondere la notizia.


La “Adorazione dei pastori” è un dipinto a olio su tela (147x166 cm) di Lorenzo Lotto, databile al 1534 circa e conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo a Brescia.
La scena è ambientata in una stalla. In primo piano Maria adora il Bambino inginocchiata su un giaciglio di paglia contenuto nei vimini; dietro di essa si vedono san Giuseppe in ombra e l'asinello in controluce; al centro, scuro, il bue, mentre a destra si vedono i due pastori introdotti da altrettanti angeli. Uno di essi tende al Bambino un agnello, che il fanciullo tocca incuriosito allungando le braccine, con un gesto di viva quotidianità. Nessuno però sorride, anche perché l'agnello è un evidente simbolo del sacrificio di Cristo e della sua Passione.
I pastori hanno volti fortemente caratterizzati, uno con i capelli a caschetto, l'altro con un avvio di canizie, entrambi con la barba e con lineamenti che si rassomigliano, proprio come se fossero fratelli. Essi inoltre indossano eleganti abiti cinquecenteschi al di sotto delle casacche da pastore nei toni sgargianti del giallo e del vinaccia.
Il cielo esterno è forse notturno o forse rappresenta il crepuscolo; in ogni caso la luce sembra emanare, in maniera soprannaturale, dal Bambino stesso, lasciando ad esempio gli angeli e Giuseppe parzialmente in ombra.