Visualizzazione post con etichetta shoah. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta shoah. Mostra tutti i post

martedì 27 gennaio 2026

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

L'Aquilone di David e Omar

Varsavia, 1942. David affida al vento il suo aquilone in cerca di libertà. 
Gaza 2025. Omar lo ritrova ai piedi di un alto muro e lo ripara, unendo il suo Salam all'antico Shalom. Dall'altra parte della barriera, la piccola Sarah alza gli occhi al cielo.

Tre bambini, due epoche, un unico filo che unisce. Una storia poetica per scoprire che la speranza vola sempre più in alto di qualsiasi muro.

 

lunedì 25 gennaio 2016

La casa che guarda il cielo

Mercoledì 27 Gennaio si celebra la Giornata della Memoria e, a seguito dell'esperienza dello scorso anno, consiglio la lettura di questo bel libro per bambini di classi quarte e quinte: LA CASA CHE GUARDA IL CIELO di Lorenza Farina (Raffaello Editrice).

Anna Frank, la ragazzina perseguitata dai nazisti perché ebrea, ha commosso con il suo Diario intere generazioni, divenendo simbolo della Shoah.

In questo racconto si è scelto un originale taglio narrativo: è la casa di Amsterdam, in cui Anna e i suoi familiari trovarono rifugio, con le sue umide e scalcinate pareti, la narratrice partecipe della loro forzata prigionia.

Attraverso una narrazione intrisa di malinconia ma anche di speranza, l’autrice mette in luce la poetica ammirazione di Anna per la natura e la sua fiducia incrollabile nello splendore del cielo, fonti di consolazione e di speranza.

È un romanzo che si propone di avvicinare i giovani lettori all’immane tragedia della Shoah, con uno stile accattivante e un linguaggio scorrevole, intrecciando finzione narrativa e realtà storica.

Come tutti i libri di questa serie, al termine sono presenti schede di approfondimento interessanti e ben fatte, che servono sicuramente a dare un'idea d'insieme più completa e a contestualizzare meglio la lettura.

giovedì 22 gennaio 2015

Shoah: perché tanto odio?

Una scrittrice italiana di origine ebraica parla così della Shoah ai suoi figli:
«I vostri nonni hanno incominciato a raccontare di un mondo dove esistevano leggi per la difesa della razza…  dove certi bambini non potevano andare a scuola perché la “razza” negava loro il banco, e per lo stesso motivo non potevano salire sul tram, ascoltare la radio, entrare in un negozio. Un mondo dove nelle leggi dicevano ad alta voce che gli uomini e le donne non sono tutti eguali, anzi; ve ne sono alcuni, di uomini e donne, che è necessario tenere in disparte, emarginare, rinchiudere. In quel mondo scoppiò la guerra. 
Se prima quegli uomini e quelle donne erano stati emarginati, cioè tenuti distanti dagli altri perché considerati inferiori ora i signori della guerra avevano deciso che questa gente faceva meglio a scomparire dalla faccia della terra.
Fu lo sterminio di un popolo, la Shoah, parola ebraica che significa semplicemente “catastrofe”. Catastrofe significa un milione e mezzo di bambini finiti in fumo dentro i forni crematori, morti per fame e dolori, fucilati, uccisi a calci, sbattuti contro il filo spinato, eliminati per il solo fatto che esistevano e in quanto ebrei, non avevano più diritto a esistere.
Siamo tutti figli di sopravvissuti, bambini miei: siamo tutti sopravvissuti a questa catastrofe».
 Tratto da "L'Ebraismo spiegato ai miei figli" di E. Loewenthal.

La Shoah e la Giornata della Memoria

"Shoah" in ebraico significa "distruzione". E' il termine che viene oggi utilizzato per definire lo sterminio di massa del popolo ebraico perpetrato dai nazisti a
partire dalla presa di potere di Hitler e soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
La "soluzione finale della questione ebraica", come venne definita dai nazisti, portò all'uccisione di oltre sei milioni di persone. Altro termine per indicare il genocidio è "Olocausto".
A partire dal 1941 gli ebrei dovettero portare cucita sui vestiti una Stella di
Davide come segno di riconoscimento. Nello stesso tempo fu avviato un programma di vero e proprio sterminio del popolo ebraico, che portò a deportazioni di massa e alla realizzazione di campi di concentramento o annientamento. Il più tristemente famoso fu quello di Auschwitz, in Polonia, in cui persero la vita circa un milione e mezzo di persone (ebrei, zingari, portatori di handicap, oppositori politici e altri...), uccise attraverso gas velenoso o per gli stenti e sofferenze patite.


Il Parlamento italiano nel 2000 ha istituito il 27 gennaio come "Giornata della Memoria", in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.
L'occasione di questa giornata può far pensare a questi e a tanti altri esempi nei quali, nel corso della storia passata o  - purtroppo - anche presente, non sono rispettati i diritti e la dignità di alcune persone, siano esse appartenenti a un altro popolo, seguaci di altre religioni, bambini, donne, malati o diversamente abili.

Ci sono tante Dichiarazioni sui diritti (dell'uomo, dei bambini...) e nella storia sono state fatte dagli Stati delle leggi per cercare di attuare questi grandi princìpi. La Costituzione italiana dice:
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» (art. 3).
Questo ideale però è ancora lontano dall’essere raggiunto nella pratica!

La religione cristiana ha insegnato questi valori, e lo testimoniano i tanti pronunciamenti della Chiesa e ancora di più le opere di carità realizzate per viverli. Tanti, cristiani e non, pensano che ogni persona abbia una grande dignità e un grande valore. C'è chi calpesta la dignità degli altri (e facendolo disonora per primo se stesso),, ma ci sono stati e ci sono tanti di più che si impegnano per la giustizia, per la pace, per proteggere i più deboli, per aiutare gli altri in tanti modi, condividendo le risorse della terra. Per esempio, nel periodo delle persecuzioni razziali nel XX secolo, ci sono stati dei «giusti tra le nazioni» che, a costo della propria vita, hanno protetto e spesso salvato degli ebrei.

Video Tratto dal fil "La vita è bella"

sabato 18 gennaio 2014

E' stato il silenzio

Lunedì 27 Gennaio si celebra la Giornata della Memoria e, a seguito dell'esperienza dello scorso anno, consiglio la lettura di questo bel libro per bambini di classi quarte e quinte: E' STATO IL SILENZIO di Paola Valente (Raffaello Editrice).

Si tratta di un bel romanzo per ragazzi che, sebbene non affronti in maniera "diretta" il tema delle deportazioni, del genocidio e della Shoah, purtuttavia è indicatissimo per parlare di questo argomento.

La storia parla di Isaac, un ragazzino normalissimo dei giorni nostri, con una vita normalissima che, ad un certo punto del suo percorso, per problemi di salute, si ritrova a dover passare un certo periodo di tempo nella vecchia casa di papà, al mare, in un posto del quale fino a poco tempo prima non conosceva nemmeno l'esistenza. Qui conosce persone nuove, ragazzini della sua età con i quali si trova coinvolto in avventure pericolose e intriganti - che a dire il vero, però, non gli piacciono più di tanto - e comincia a sospettare che intorno alla sua famiglia aleggi un segreto di cui nessuno vuole parlare, un segreto che riguarda il papà e la sua famiglia, un segreto di cui fino a quel momento lui non ha mai sospettato nulla. Tutti sembrano sapere qualcosa che lui e la sorellina non sanno. Solo al termine del libro si verrà a sapere cosa rende il papà sempre un po' malinconico, il motivo dei silenzi incomprensibili, dei cambi d'umore, dei sussurri della gente del paese. La famiglia del padre di Isaac, infatti, è ebrea e durante la Seconda Guerra Mondiale i nonni del bambino sono stati deportati in campo di concentramento, da cui non hanno più fatto ritorno. Il loro figlioletto di pochi anni è l'unico ad essersi salvato, perché affidato e nascosto dalla vicina di casa, che da quel momento lo ha allevato come un figlio.

Come tutti i libri di questa serie, al termine sono presenti schede di approfondimento interessanti e ben fatte, che servono sicuramente a dare un'idea d'insieme più completa e a contestualizzare meglio la lettura.


lunedì 13 gennaio 2014

La Shoah: per non dimenticare!


 La parola agli ultimi sopravvissuti.

Il 27 gennaio ricorre il 69° anniversario della liberazione di numerosi prigionieri, per lo più ebrei, dal campo di concentramento di Auschwitz (Polonia). Nel 2000 fu istituita con un'apposita legge la Giornata della Memoria, voluta dallo Stato Italiano per ricordare le vittime della "Shoah". Il "GIORNO DELLA MEMORIA" serve proprio a non dimenticare le sofferenze di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.
Cliccando sull'immagine qui sopra si accede ad un sito esterno dove è possibile ascoltare la testimonianza degli ultimi sopravvissuti dell'olocausto di massa avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

venerdì 8 febbraio 2013

Grazie a Pietro Calia 4^ B

Volevo ringraziare Pietro Calia della classe 4^ B per il suo prezioso contributo.
Ha cercato il testo della colonna sonora del film di JONA CHE VISSE NELLA BALENA e ci ha svelato anche la traduzione del testo che si riferisce al Salmo 23 presente nella Bibbia.


TESTO EBRAICO
“Gam Gam Gam Ki Elekh
Be Be Ge Tzalmavet
Lo Lo Lo Ira Ra’
Ki Atta’ Imadi’
Ki Atta’ Imadi’
Shivtekha Umishantecha
Hema Hema Inaktamuni’”
——————————————-
Traduzione in Italiano
“Anche se andassi
per le valli più buie
di nulla avrei paura
perché tu sei al mio fianco.
Se tu sei al mio fianco
il tuo bastone
il tuo bastone mi dà sicurezza”.
——————————————-

“Gam Gam è il titolo di una canzone scritta da Elie Botbol che riprende il quarto versetto del testo ebraico del Salmo 23. Fa parte della colonna sonora del film Jona che visse nella balena di Roberto Faenza. Nel film il canto viene insegnato dalla maestra a Jona e agli altri bambini nel lager. È cantata dal coro franco-israeliano Chevatim e composta dal direttore Elie Botbol. Nella versione resa famosa dal film, l’arrangiamento e’ in stile Klezmer, uno stile musicale ritmato e con orchestrazione complessa originario delle comunita’ ebraiche yiddish dell’Europa centro-nord-orientale. Una lunga tradizione attribuisce la paternità del salmo a re Davide, in quanto anche nella Bibbia si afferma che egli stesso, da giovane, è stato un pastore. Il testo è tradizionalmente cantato dagli ebrei durante lo Shabbat”.



Sigla del film




domenica 3 febbraio 2013

Film: Jona che visse nella balena

Sigla del film



Questo video è in inglese ma guardando le immagini riuscirete a ricordare un po' tutta la trama del film.





COMPITO DA SVOLGERE: Scrivi sul quaderno e sul blog le tue riflessioni a seguito della visione del film sulla SHOAH 
"Jona che visse nella balena".

domenica 27 gennaio 2013

La Shoah per non dimenticare...

tratto da http://primocircolodidattico-vicoequense.blogspot.it/2011/01/la-shoah-27-gennaio-il-giorno-della.html