Visualizzazione post con etichetta gesù. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gesù. Mostra tutti i post

domenica 22 febbraio 2026

L'INFANZIA DI GESU'

L’infanzia di Gesù è raccontata nei Vangeli con semplicità e dolcezza.

Gesù nacque a Betlemme, in un luogo umile e povero, e poi crebbe a Nazaret insieme a Maria e Giuseppe. La sua era una famiglia semplice: vivevano in una casa modesta e Giuseppe lavorava come falegname.

Da bambino, Gesù giocava con gli altri bambini del villaggio, aiutava in casa e imparava osservando il lavoro del padre. Frequentava la sinagoga, dove ascoltava e imparava le Scritture. Era un bambino attento, rispettoso e desideroso di conoscere Dio.

I Vangeli ci dicono che “cresceva in sapienza, età e grazia”, ricordandoci che ha vissuto un’infanzia vera, fatta di famiglia, amicizia, lavoro e fede.


 Questo gioco didattico sull’infanzia di Gesù serve a far conoscere ai bambini di prima e seconda primaria i luoghi, le abitudini e la vita quotidiana di Gesù in modo coinvolgente, attivo e divertente.

Attraverso livelli progressivi, mini-giochi (memory, labirinti, oggetti nascosti) e un sistema a punti, gli alunni imparano dove è nato e cresciuto Gesù, com’era la sua casa, cosa faceva da bambino, dove studiava e quale mestiere svolgeva Giuseppe.

Il gioco stimola attenzione, memoria, comprensione e spirito di collaborazione, trasformando l’apprendimento in una piccola “sfida” positiva tra compagni.

In questo modo la conoscenza religiosa diventa esperienza concreta, motivante e adatta alla loro età.


Clicca qui sotto per svolgere il gioco didattico.

GIOCO

domenica 16 marzo 2014

Le Parabole di Gesù

Gesù, all'età di trent'anni, lasciò la sua famiglia a Nazareth per diffondere il messaggio
di Amore di Dio Padre. Affinché il suo messaggio fosse comprensibile a tutti, Gesù più volte insegnava raccontando delle "parabole", semplici storie utili per affermare e illustrare una verità, usando un paragone, che non è di solito un oggetto o una persona, ma un fatto, un avvenimento.
Il motivo per cui Gesù usava la forma della parabola era per spiegare una verità con un esempio che illumina la mente e la fantasia di chi ascolta e gli facilita la comprensione.


Qui di seguito abbiamo un esempio narrato in un cartone animato: "La parabola della pecorella smarrita"

mercoledì 23 gennaio 2013

Conosciamo il nostro Libro Sacro: la Bibbia


La Bibbia, il libro dei libri, non nasce come il titolo di un'opera specifica, in greco ta biblìa e significa semplicemente "i libri". 

Storia del testo
I testi più antichi della Bibbia risalgono al tredicesimo secolo a. C. ma quelli arrivati fino a noi sono molto più recenti perché, data l'importanza di quest'opera, essa è stata sempre oggetto di tante attenzioni e quindi sempre letta, studiata, copiata e conservata con particolare cura. Questo straordinario libro c'è stato tramandato dagli antichi studiosi in diverse migliaia di rotoli di papiro (in latino volumen) e di codici (in latinocodex, fogli di pergamena raccolti insieme come un quaderno) oppure in piccoli frammenti.

Le lingue della Bibbia
I testi della Bibbia arrivati fino a noi sono scritti in due lingue:
Ebraico. Nell'antica lingua degli ebrei sono scritti ben 39 (dei 46) libri dell'Antico Testamento. Alcuni brani, invece, sono scritti in aramaico, una lingua popolare che sostituì l'ebraico dal sesto secolo a. C.
Greco. Quello popolare (Koinè) parlato nel mondo greco-romano nel periodo in cui visse Gesù. Sono scritti in questa lingua gli ultimi scritti dell'AT (Sapienza, Siracide, alcuni brani di Ester e di Daniele) e tutto il Nuovo Testamento.

LA BIBBIA, PER GLI EBREI ED I CRISTIANI È LA PAROLA DI DIO, RIVELATA DA LUI STESSO PER SVELARE ALL'UOMO IL SUO DISEGNO DI SALVEZZA PER TUTTI

Il canone cristiano 
(o elenco ufficiale dei libri della Bibbia)

La Chiesa, per garantire gli insegnamenti del Maestro in ogni luogo e in ogni tempo, ha stabilito un elenco di 73 libri che insieme compongono la Bibbia cristiana. Questo elenco chiamato canone biblico è stato confermato definitivamente nel Concilio di Trento (1546) ma esiste nella Chiesa fin dalle sue origini. L'esistenza del canone fa sì che nulla non potrà mai essere tolto o aggiunto dalla Bibbia perché essa così com'è rappresenta tutto ciò che Dio ha rivelato con la sua Parola.




Antico Testamento (o Antica Alleanza) raccoglie 46 libri
Pentateuco(per gli ebrei è la Torah)Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio.
Libri storici(per gli ebrei sono i Profeti anteriori)Giosuè, Giudici, Rut, I libro di Samuele, II libro di Samuele, I libro dei Re, II libro dei Re, I libro delle Cronache, II libro delle Cronache, Esdra, Neemia, Tobia, Giuditta, Ester, I libro dei Maccabei, II libro dei Maccabei.
Libri profetici(per gli ebrei sono i Profeti posteriori)Isaia, Geremia, Lamentazioni, Baruc, Ezechiele, Daniele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia.
Libri sapienziali(per gli ebrei sono gli Scritti)Giobbe, Salmi, Proverbi, Qohelet (o Ecclesiaste), Cantico dei Cantici, Sapienza, Siracide (o Ecclesiastico).


Nuovo Testamento (o Nuova Alleanza) raccoglie 27 libri
Scritti storico-narrativiVangelo di Matteo, di Marco, di Luca, di Giovanni; Atti degli Apostoli
Scritti didattici o apostoliciLettera ai Romani, I Lettera ai Corinzi, II Lettera ai Corinzi, Lettera ai Galati, Lettera agli Efesini, Lettera ai Filippesi, Lettera ai Colossesi, I Lettera ai Tessalonicesi, II Lettera ai Tessalonicesi, I Lettera a Timoteo, II Lettera a Timoteo, Lettera a Tito, Lettera a Filemone, Lettera agli Ebrei.
Lettere cattolicheLettera di Giacomo, I Lettera di Pietro, II Lettera di Pietro, I Lettera di Giovanni, II Lettera di Giovanni, III Lettera di Giovanni, Lettera di Giuda.
Scritto profetico-apostolicoApocalisse

Tratto da: http://utenti.romascuola.net/religionando/bibbia.htm

venerdì 4 gennaio 2013

L'EPIFANIA


La Befana si festeggia il giorno dell'Epifania, il 6 gennaio. L'Epifania è una festa religiosa che deriva il suo nome da un termine greco che significa rivelazione. È, infatti, in questo giorno che Gesù bambino si rivelò come figlio di Dio ai tre Magi. Ma, chi erano costoro? Erano Baldassarre, Melchiorre e Gaspare, tre sapienti che provenivano dalle lontane terre d'Oriente. Si erano messi in cammino guidati da un astro splendente, una stella cometa, che mai prima aveva fatto apparizione nel cielo. Lo studio di questo insolito fenomeno li aveva avvisati che qualcosa di realmente grande stava per accadere. Così avevano consultato molti libri e in uno di essi trovarono questa profezia:
"Nascerà da umile dimora un bambino che diverrà il Salvatore del mondo, il Re dei re! Al suo apparire ci saranno schiere di angeli ad accoglierlo sulla terra e si verificheranno cose mai viste prima". Così i tre uomini avevano deciso di seguire la singolare stella per rendere omaggio a quel bambino salvifico. Portavano con sé tre doni simbolici: l'oro, l'incenso e la mirra. L'oro perché era il dono che veniva riservato ai sovrani; l'incenso perché era bruciato solo in onore delle divinità; la mirra che in antichità veniva utilizzata durante le cerimonie funebri e che sarebbe divenuta il simbolo della futura resurrezione di Cristo, il Re che trionfò sulla morte. Dopo un lungo cammino, i tre uomini giunsero alla città di Gerusalemme. Su una collina, circondato da una folta selva, stava un castello austero e buio. «Ecco,  si dissero è qui che troveremo il figlio di Dio. Un re del suo rango non può che essere nato in un castello e a paragone della sua importanza, ogni dimora è umile, anche questa fortezza turrita!» Li accolse invece un sovrano molto cerimonioso e dal cuore feroce come quello dei lupi selvatici: si chiamava Erode. Costui stette ad ascoltare la storia dei tre saggi e quindi rispose: «Non saprei proprio come aiutarvi! lo non ho figli e non c'è altro sovrano qui attorno.

 lo sono il Signore di queste terre! Ma se è vero che è nato questo bambino regale, dopo averlo trovato, venite a riferirmi dov'è, così che anch'io lo possa adorare!». In realtà l'astuto Erode voleva eliminare l'eventuale concorrente. I Magi partirono subito da quel castello, perché la cattiveria che si respirava tra le sue mura aveva quasi ghiacciato loro il sangue nelle vene. Dopo alcuni giorni di ricerca, sotto la guida della magica stella, giunsero infine in un villaggio, il più piccolo e il più umile della terra di Giuda. Fu proprio lì che l'astro si mise a splendere intensamente come mai l'avevano visto durante la loro osservazione: sembrava indicare un luogo appartato In piena campagna. In una stalla, esposto alle correnti della notte, trovarono un bambino che era nato da poco. Era accudito dal padre, Giuseppe, e da Maria, la madre più dolce e bella che fosse mai capitato loro di incontrare. Vedendo l'amore e la concordia che regnava in quella povera famiglia, nonostante gli stenti e le ristrettezze, i Magi compresero di aver trovato ciò che cercavano e deposero ai piedi della mangiatoia, in cui era stato adagiato il piccolo, i loro doni preziosi. Quindi se ne andarono contenti di avere reso omaggio per primi al Salvatore del mondo.


Una voce nel cuore, però, non fece loro ripercorrere la strada dell'andata: avevano, infatti, compreso le intenzioni malvagie di Erode e non avrebbero assolutamente svelato a quell'uomo dove trovare il piccolo Gesù. Erode, non vedendo tornare i tre saggi, comprese di essere stato scoperto nel suo terribile piano. Deciso a eliminare qualsiasi concorrente, qualsiasi fanciullo potesse rivelarsi pericoloso per il suo potere, chiamò il capo delle guardie e gli ordinò di ammazzare tutti i bambini della regione che non avessero compiuto i 3 anni di età. Quella stessa notte Giuseppe venne avvertito in sogno da un angelo del Signore: «Giuseppe, slega l'asino e porta in salvo Maria e il tuo bambino! Fra poco giungeranno le truppe di Erode e, se vi trovano nel territorio di Giuda, uccideranno Gesù!».

Giuseppe si svegliò di soprassalto e, in piena notte, si mise a preparare il necessario per fuggire immediatamente. Si sarebbe diretto verso l'Egitto, dove poteva trovare lavoro come falegname. I pastori, che anche di notte vegliavano sui loro greggi, videro la povera famiglia fuggire di tutta fretta. Comprendendo il pericolo che rendeva veloci i loro passi, accesero dei grandi fuochi lungo tutta la strada per illuminare il cammino all'asinello ed evitare che si fermasse. Per questo, ancor oggi, ogni anno il 6 gennaio, si accendono per le piazze e per le campagne dei falò, per ricordare quella notte.

venerdì 21 dicembre 2012

NATALE IN ITALIA

PER GLI ALUNNI DELLA 4^ A - B - C PASCOLI

Il Natale è una festa cristiana che ricorda la nascita di Gesù. In Italia viene celebrato in modi simili ma anche diversi in tutte le regioni. Ora confrontiamo due regioni italiane, di come veniva festeggiato il Natale fino a pochi decenni fa.

IN CALABRIA

Per la vigilia si invitavano tutti i parenti, per gustare in compagnia tutto ciò che era stato preparato: salumi, affettati vari, frittelle e dolci. Durante e dopo la cena si ballavano canzoni popolari dedicate a Gesù Bambino, suonate con chitarra e fisarmonica. Verso mezzanotte si andava in chiesa per la Messa e, al rientro, si trascorreva il resto della serata giocando a tombola. La festa si concludeva verso le quattro di mattina, per poi ricominciare il giorno dopo con il pranzo di Natale.
La tradizione dell'albero di Natale già esisteva, ma l'abete veniva decorato con dolci. Non mancava il presepe, che veniva allestito sempre in un angolo ben visibile della casa.
Babbo Natale non era conosciuto: i doni ai bambini venivano offerti dallo stesso Gesù Bambino.

IN VENETO

La vigilia di Natale si cenava tutti insieme e si aspettava la nascita di Gesù Bambino. C'erano per lo più piatti di verdura cucinata in modi diversi, il bollito e il pesce marinato. I bambini ricevevano in dono arance, frutta secca, torte fatte in casa e a volte qualche balocco di legno costruito artigianalmente.
Fino a qualche decennio fa non c'era la tradizione di preparare l'albero di Natale e non esisteva l'immagine di Babbo Natale.
Il giorno di Natale non c'erano molti dolci, ma solo una grande ciambella ripiena di crema fatta in casa e d'uvette che sostituiva il panettone o il pandoro di oggi.
Nella notte di Natale tutta la famiglia riunita si recava in chiesa per la Messa di mezzanotte, durante la quale il parroco spesso donava ai ragazzi delle caramelle o cioccolata.


COMPITO DA SVOLGERE: Copiare le due tradizioni sul quaderno. Poi fare una ricerca delle tradizioni natalizie in Puglia e, soprattutto, a Massafra e postarle sul blog in un nuovo commento (Vedere l'esempio della Sardegna nei commenti).

domenica 16 dicembre 2012

GESU': DIO E' CON NOI


Gesù, come già sappiamo dalla profezia di Michea 
E tu Betlemme, del paese di Giudea, non sei certo la meno importante fra le città di Giudea, perché da te uscirà un capo che guiderà il mio popolo, Israele (Michea 5, 1).
nacque a Betlemme, un paesino vicino a Gerusalemme, in cui Maria e Giuseppe si erano recati per il censimento ordinato dall'imperatore Augusto.
E' in questo modo e in questo luogo che Dio realizza le profezie che parlavano della venuta del Messia:
Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo del parto, ed essa diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose nella mangiatoia di una stalla, perché per loro non c'era posto nell'albergo.

Natale non è una tradizione annuale, non è un mito, non è una favola: a Natale si rivive la nascita di Gesù che venendo tra gli uomini ha portato la gioia e la pace.

Clicca sull'immagine qui sotto per vedere il video SULLE ORME DI GESU'.